{"id":530,"date":"2023-07-18T17:27:45","date_gmt":"2023-07-18T15:27:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/?page_id=530"},"modified":"2025-03-20T11:22:30","modified_gmt":"2025-03-20T10:22:30","slug":"incentivi-agli-investimenti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/italia-e-polonia\/diplomazia-economica\/fare-affari-in-polonia\/investire-in-polonia\/incentivi-agli-investimenti\/","title":{"rendered":"Incentivi agli investimenti"},"content":{"rendered":"<p class=\"boxLevel04\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Quadro generale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Autorit\u00e0 polacche hanno predisposto un articolato ed efficace sistema di agenzie ed enti, da un lato, e di incentivi e agevolazioni, dall\u2019altro, al fine di richiamare nel Paese un numero sempre maggiore di investitori esteri, contando anche sull\u2019interesse destato presso gli operatori economici stranieri dalle prospettive connesse agli ulteriori ingenti fondi UE assegnati a Varsavia nel periodo 2014-2020 rispetto al precedente settennato. I principali strumenti d\u2019incentivazione messi a disposizione degli investitori stranieri consistono in:<br \/>\n\u2022\u00a0incentivi fiscali, amministrativi e logistici agli investimenti nelle Zone Economiche Speciali;<br \/>\n\u2022\u00a0sostegni finanziari per il supporto degli investimenti in settori di importanza per l&#8217;economia nazionale;<br \/>\n\u2022\u00a0esenzione dall\u2019imposta sugli immobili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le Agenzie<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>PAIH<\/strong> (Polska Agencja Inwestycji i Handlu \u2013 Agenzia Polacca per il Commercio e gli Investimenti; <a href=\"http:\/\/www.paih.gov.pl\">http:\/\/www.paih.gov.pl<\/a>) \u00e8 una societ\u00e0 per azioni controllata dal Ministero del Tesoro che, nata nel 2003 dalla fusione fra l\u2019Agenzia Nazionale per gli Investimenti Esteri e l\u2019Agenzia Polacca per l\u2019Informazione. Rinominata nel 2017, si occupa, sotto il coordinamento del Ministero dell\u2019Economia, di attrarre e assistere gli investitori stranieri in Polonia, nonch\u00e9 di promuovere l\u2019immagine di quest\u2019ultima quale produttrice e fornitrice di beni e servizi, favorendo lo scambio ed il commercio con l\u2019estero. Al fine di rendere un supporto pi\u00f9 vicino all\u2019utenza, la PAIH ha inoltre creato una rete di Centri Regionali di Assistenza agli Investitori finalizzati a migliorare la qualit\u00e0 dei servizi offerti a questi ultimi e a far da tramite con le Autorit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>La <strong>PARP<\/strong> (Polska Agencja Rozwoju Przedsi\u0119biorczo\u015bci \u2013 Agenzia Polacca per lo Sviluppo dell\u2019Imprenditorialit\u00e0; <a href=\"http:\/\/www.parp.gov.pl\">http:\/\/www.parp.gov.pl<\/a>) \u00e8 un ente subordinato al Ministero dell\u2019Economia avente il compito di contribuire allo sviluppo economico e sociale della Polonia attraverso iniziative finanziate con risorse pubbliche nazionali e UE, finalizzate alla promozione dell\u2019innovazione, delle risorse umane, dell\u2019espansione sui mercati esteri e dello sviluppo regionale, con una particolare attenzione alle esigenze delle PMI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli strumenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Zone Economiche Speciali<\/p>\n<p>A partire dal 30 giugno 2018 e dopo l\u2019approvazione dell\u2019Atto per la Promozione degli Investimenti il 20 maggio dello stesso anno, in Polonia \u00e8 stata istituita un\u2019unica Zona d\u2019Investimento (<strong>PIZ<\/strong>). Da allora, i regimi specifici per le 14 Zone Economiche Speciali (<strong>ZES<\/strong>), vigenti per oltre 20 anni, sono stati abrogati: le esenzioni fiscali non si applicano pi\u00f9 solo agli investimenti \u201cregionalizzati\u201d, bens\u00ec a tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di attrarre gli investimenti su tutto il territorio polacco, favorendo lo sviluppo economico, soprattutto attraverso l\u2019insediamento di specifici comparti di attivit\u00e0 economica, l\u2019adozione di nuove soluzioni tecniche e tecnologiche, la promozione e lo sviluppo dell\u2019export, il miglioramento della competitivit\u00e0 e la creazione di nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019accordo di tale <strong>esenzione<\/strong> \u00e8 soggetto a criteri di due tipi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Quantitativi<\/strong>: il valore totale dell\u2019investimento deve essere superiore od uguale ad un parametro prestabilito, fissato in ragione del tasso di disoccupazione dell\u2019area designata.<\/li>\n<li><strong>Qualitativi<\/strong>: soddisfare criteri, vocati a sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale dell\u2019investimento, previsti nella legislazione secondaria a riprova della \u201cqualit\u00e0 del progetto\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In aggiunta a ci\u00f2, \u00e8 necessario che l\u2019investimento non sia mirato ad una delle attivit\u00e0 escluse dallo schema di sussidio, similmente a quanto previsto dalla previgente legislazione sulle SEZ.<\/p>\n<p>Il beneficio concesso garantisce un\u2019<strong>esenzione fiscale in 10, 12 o 15 anni a seconda della Regione<\/strong>; esso \u00e8 calcolato in percentuale sul costo totale dell\u2019investimento, anche qui variando su base regionale (e con degli aumenti previsti per le PMI). Pu\u00f2 consistere in costi sostenuti per mezzi di produzione, strutture o terreni, ovvero per costi sostenuti per l\u2019assunzione di nuovi lavoratori per i primi due anni.<\/p>\n<p><strong>Sopravvivono tuttavia tutte le strutture organizzative delle vecchie ZES<\/strong>, che gi\u00e0 fornivano utili strumenti alla mobilitazione di nuovi investimenti. Infatti, il soggetto che accorda un permesso PIZ \u00e8 l\u2019Amministratore d\u2019Area, organo che in precedenza agiva come autorit\u00e0 per le ZES. Sopravvivono, inoltre, i precedenti accordi conclusi durante il previgente regime delle ZES.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I parchi tecnologici e industriali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I PTI (<strong>Industrial and Technology Parks<\/strong>) sono distretti caratterizzati dalla presenza di imprese operanti nello stesso settore e di istituti scientifici e di ricerca che ne supportano l\u2019attivit\u00e0. Nonostante gli elementi che li accomunano (obiettivi, modalit\u00e0 di funzionamento, struttura organizzativa, ecc.), ciascun parco ha una propria \u201cvocazione\u201d derivante dalle caratteristiche economiche, sociali e culturali dell\u2019area in cui si trova e dalle risorse umane e materiali presenti nel relativo territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito dei PTI sussiste una distinzione fra i parchi tecnologici, da una parte, e quelli tecnologico-industriali, dall\u2019altra. I primi, costituiti da un\u2019area dotata di infrastrutture dove sorgono edifici tra loro separati, ambiscono a diventare catalizzatori di know-how tecnologico al fine di trasferirlo a istituzioni scientifiche e imprese. Agli imprenditori che intendano avvalersi delle nuove tecnologie viene fornita assistenza sotto forma di: consulenza in materia di avvio e sviluppo dell\u2019attivit\u00e0 di affari, creazione di un adeguato business climate, trasferimento di know-how tecnologico e trasposizione dei risultati della ricerca scientifica in innovazione tecnologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I parchi tecnologico-industriali, invece, si avvalgono di infrastrutture che in passato erano utilizzate da imprese poi soggette a ristrutturazione o fallite, con l&#8217;obiettivo di attrarre investimenti e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, assicurando condizioni preferenziali e mettendo a disposizione spazi adeguati ad aziende economicamente solide che impieghino nuove tecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sistema di sostegno agli investimenti prioritari per l\u2019economia polacca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattasi di uno strumento finalizzato ad accrescere il tasso d\u2019innovazione e produttivit\u00e0 dell\u2019economia polacca attraverso il sostegno a investimenti che comportino l\u2019impiego di tecnologie avanzate e la creazione di posti di lavoro ad alto valore aggiunto. Il sistema mira a favorire gli investimenti diretti esteri nei seguenti settori, giudicati prioritari per l\u2019economia polacca:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0automotive;<br \/>\n\u2022\u00a0elettronica ed elettrodomestici;<br \/>\n\u2022\u00a0aviazione;<br \/>\n\u2022\u00a0servizi innovativi;<br \/>\n\u2022\u00a0food processing;<br \/>\n\u2022\u00a0sviluppo e ricerca (R&amp;D);<br \/>\n\u2022\u00a0biotecnologie;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possono presentare richiesta di contributo anche imprese che intendono effettuare grandi progetti d\u2019investimento indipendentemente dal settore di attivit\u00e0. La pratica di richiesta di sostegno pubblico \u00e8 istruita dalla PAIiIZ su domanda dell\u2019investitore. Viene successivamente vagliata dal Comitato Interministeriale per gli Investimenti Esteri presso il Ministero dell\u2019Economia e poi dal Consiglio dei Ministri, dopo di che, in caso quest\u2019ultimo dia parere positivo, il Ministro dell\u2019Economia firma con l\u2019investitore il relativo accordo. Prima che ci\u00f2 avvenga, per\u00f2, deve generalmente esserne data notifica alla Commissione UE. Il contributo pu\u00f2 essere concesso a titolo di creazione di nuovi posti di lavoro o di nuovo investimento. Nel primo caso il contributo pu\u00f2 variare (a seconda del numero di nuovi posti di lavoro) da 3.200 a 15.600 zloty per ogni persona assunta qualora si sia in presenza di:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong>\u00a0un nuovo investimento produttivo di almeno 40 milioni di zloty nei settori<br \/>\ndell\u2019automotive, dell&#8217;elettronica\/elettrodomestici, dell\u2019aviazione, del food processing e della biotecnologia, comportante la creazione di almeno 250 nuovi posti di lavoro;<br \/>\n<strong>2)\u00a0<\/strong>un nuovo investimento nel settore dei servizi innovativi, comportante la creazione di almeno 250 nuovi posti di lavoro;<br \/>\n<strong>3)<\/strong>\u00a0un nuovo investimento di almeno 1 milione di zloty nel settore sviluppo e ricerca, comportante la creazione di almeno 35 nuovi posti di lavoro;<br \/>\n<strong>4)<\/strong>\u00a0un nuovo grande investimento di almeno 750 milioni di zloty in altri settori, comportante la creazione di almeno 200 nuovi posti di lavoro oppure di almeno 500 milioni di zloty con la creazione di 500 nuovi posti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo caso il contributo pu\u00f2 variare (a seconda dell\u2019ammontare dell\u2019investimento per lavoratore e del numero di occupati) dal 2 al 12,5% dei costi ammessi qualora si sia in presenza di:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong>\u00a0un nuovo investimento di almeno 160 milioni di zloty nei settori prioritari, comportante la creazione di almeno 50 nuovi posti di lavoro;<br \/>\n<strong>2)<\/strong>\u00a0un nuovo grande investimento di almeno 750 milioni di zloty in altri settori, comportante la creazione di almeno 200 nuovi posti di lavoro oppure di almeno 500 milioni di zloty con la creazione di 500 nuovi posti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il settore sviluppo e ricerca (R&amp;D) il contributo pu\u00f2 arrivare sino al 10% dei costi ammessi nel caso in cui ci sia un investimento di 10 milioni di zloty con la creazione di almeno 35 nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esenzione dalla tassa sugli immobili<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 facolt\u00e0 dei Comuni, nei limiti stabiliti dalla legge, fissare le aliquote e\/o esentare dal pagamento di contributi e tasse locali, inclusa quella sugli immobili (terreni, edifici e costruzioni o loro parti). I Consigli Comunali, in particolare, possono esentare gli imprenditori dal pagamento della tassa sugli immobili come forma di sostegno pubblico. La relativa delibera di autorizzazione pu\u00f2 essere adottata solamente previa domanda dell\u2019imprenditore, redatta nelle forme previste. I costi connessi all\u2019investimento sostenuti prima dell\u2019autorizzazione non possono essere eleggibili ai fini della quantificazione del sostegno pubblico. Quest\u2019ultimo \u00e8 calcolato in relazione ai costi dell\u2019investimento o a quelli sostenuti per la creazione di posti di lavoro.<br \/>\nAi fini dell\u2019ottenimento dell\u2019esenzione sono previste, oltre alla presentazione della suddetta domanda, le seguenti condizioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong>\u00a0copertura, da parte dell\u2019imprenditore, di almeno il 25% dei costi eleggibili con risorse proprie o comunque non provenienti da altri strumenti di sostegno pubblico;<br \/>\n<strong>2)<\/strong>\u00a0mantenimento dell\u2019investimento nella medesima area per almeno 5 anni (3 nel caso delle PMI) a partire dal termine della sua realizzazione;<br \/>\n<strong>3)<\/strong>\u00a0nel caso l\u2019esenzione sia concessa a titolo di creazione di nuovi posti di lavoro, questi ultimi devono essere istituiti entro tre anni dal termine della realizzazione dell\u2019investimento e mantenuti per almeno 5 anni (3 nel caso delle PMI) a partire dalla loro creazione; inoltre deve essere conservato un livello occupazionale non inferiore a quello medio dei 12 mesi precedenti la creazione dei nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli incentivi all\u2019assunzione di disoccupati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono previsti in vista dell\u2019assunzione o della partecipazione a training di disoccupati segnalati dagli uffici locali per l\u2019impiego e possono assumere le seguenti forme:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022\u00a0servizi di consulenza finalizzati a facilitare l\u2019incontro tra domanda e offerta di lavoro;<br \/>\n\u2022\u00a0rimborso dei costi salariali in caso di assunzione di disoccupati aventi una posizione di svantaggio sul mercato del lavoro (durata ed entit\u00e0 del rimborso dipendono in questo caso dalle tipologie di beneficiari del programma);<br \/>\n\u2022\u00a0contributo finanziario all\u2019acquisto delle attrezzature necessarie all\u2019allestimento del luogo di lavoro (fino a una cifra massima corrispondente a sei volte lo stipendio medio polacco);<br \/>\n\u2022\u00a0presa in carico, da parte del competente ufficio per l\u2019impiego, delle retribuzioni percepite da partecipanti a stage di formazione on the job per un periodo compreso fra un minimo di tre e un massimo di dodici mesi (prevista la possibilit\u00e0, al termine del training, di concludere un contratto di lavoro con i tirocinanti selezionati);<br \/>\n\u2022\u00a0sostegno finanziario a programmi di formazione destinati a disoccupati e finalizzati a far acquisire loro nuove qualificazioni e competenze professionali;<br \/>\n\u2022\u00a0rimborso dei contributi sociali (fino a una cifra massima corrispondente al 300% del salario minimo polacco), a condizione che la persona segnalata dall\u2019ufficio per l\u2019impiego sia stata occupata full-time per 12 mesi e che al termine di tale periodo sia ancora occupata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli imprenditori interessati devono contattare i competenti uffici per l\u2019impiego, predisporre e inviare la domanda corredata della pertinente documentazione e relativa alla specifica tipologia d\u2019incentivo richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I fondi UE<\/strong><\/p>\n<p>Nel periodo di programmazione finanziaria 2007-2013 la Polonia \u00e8 stato il principale beneficiario dei fondi UE stanziati nell\u2019ambito della politica di coesione, con un afflusso finanziario di circa 67mld di euro. A questi occorre aggiungere \u20ac 13mld erogati nel contesto della politica agricola comune e \u20ac 0,73 in quello della politica comune della pesca. Al fine di gestire al meglio i fondi comunitari, il Governo polacco ha istituito il Ministero dello Sviluppo Regionale, che coordina tutte le azioni connesse ai finanziamenti UE (tranne quelli relativi ad agricoltura e pesca, che vengono gestiti dal Ministero dell\u2019Agricoltura).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel periodo 2014-2020, la Polonia ha avuto a disposizione un contributo UE di \u20ac 82,5 mld stanziato nell\u2019ambito della politica di coesione, che suddivisi in 22 programmi operativi nazionali e regionali. In particolare, \u20ac 45,6 mld per i 6 Piani Operativi Nazionali (PO Infrastrutture e Ambiente, con un contributo UE di \u20ac 27,5 mld; PO Sviluppo Intelligente, \u20ac 8,6 mld; PO Educazione e Sviluppo della Conoscenza, \u20ac 4,4 mld; PO Polonia Digitale, \u20ac 2,3 mld; PO Polonia Orientale, \u20ac 2,1 mld; PO Assistenza Tecnica, \u20ac 0,7 mld) e \u20ac 31,2 mld per i 16 Programmi Operativi Regionali; un contributo UE di 11mld, previsto nell\u2019ambito del Piano Strategico per lo Sviluppo delle Aree Rurali; un contributo di 5,7 per altri programmi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il <strong>periodo 2021-2027<\/strong>, invece, la Polonia ricever\u00e0 dall\u2019Unione:<\/p>\n<ul>\n<li>Circa \u20ac 58mld, nell\u2019ambito del programma di <strong>Sviluppo Regionale europeo<\/strong>.<\/li>\n<li>Circa \u20ac 9mld, nell\u2019ambito del <strong>Programma di Coesione<\/strong>, per uno sviluppo in campo ambientale e del trasporto trans-frontaliero.<\/li>\n<li>Circa \u20ac 4,5mld, nell\u2019ambito del programma di <strong>Transizione economica e sociale<\/strong>.<\/li>\n<li>Circa \u20ac 4mld, nell\u2019ambito del P<strong>rogramma per la Transizione Giusta<\/strong>, che mira a mitigare le difficolt\u00e0 dovute alla transizione verde.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questi, occorre aggiungere i circa \u20ac 22mld derivanti dalla <strong>Politica Agricola Comune<\/strong> nel periodo 2023-2027, nonch\u00e9 i circa \u20ac 0,5mld del Fondo Marittimo, dell\u2019Industria ittica e dell\u2019acquacultura, previsto per il periodo 2023-2027.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, vanno menzionati i fondi che lo stato polacco finir\u00e0 di percepire nel 2026, nell\u2019ambito del <strong>Programma di Ripresa e Resilienza<\/strong> (KPO) adottato per risollevare l\u2019economia europea in seguito all\u2019emergenza sanitaria del 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Programma di Ripresa e Resilienza (KPO).<\/strong><\/p>\n<p>Con il Regolamento 2021\/241, Consiglio e Parlamento Europeo hanno approvato il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, con l\u2019obiettivo di mobilitare gli investimenti statali post crisi economica derivata dall\u2019emergenza sanitaria Covid-19.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di tale misura (dal valore complessivo di circa 750 miliardi di euro), la Polonia ha ottenuto <strong>fondi per circa 58 miliardi<\/strong>, cos\u00ec suddivisi: circa 24 miliardi in sovvenzioni e circa 34 miliardi in prestiti. Si tratta del terzo maggior beneficiario europeo, dopo Italia e Spagna.<\/p>\n<p>L\u2019Assemblea Nazionale ha quindi inviato il Piano Nazionale di Ripresa (<strong>KPO<\/strong>) alla Commissione, il 3\/05\/2021. Piano <strong>successivamente modificato due volte<\/strong>, per rispondere alle conseguenze economiche ed energetiche dell\u2019invasione russa in Ucraina, sino a giungere alla versione definitiva il 16\/07\/2024.<\/p>\n<p>Con questo piano, la Polonia ha previsto investimenti suddivisi in:<\/p>\n<ul>\n<li>Resilienza e competitivit\u00e0 dell\u2019economia (8% dei fondi totali).<\/li>\n<li>Energia verde e riduzione dei consumi energetici (26% dei fondi totali).<\/li>\n<li>Trasformazione digitale (7% dei fondi totali).<\/li>\n<li>Efficienza, accessibilit\u00e0 e qualit\u00e0 del sistema sanitario (7% dei fondi totali).<\/li>\n<li>Mobilit\u00e0 verde (11% dei fondi totali).<\/li>\n<li>RePowerEU: transizione energetica (41% dei fondi totali).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al KPO si accompagna un pacchetto di 54 riforme legislative, nonch\u00e9 la raccolta di progetti pubblici o privati verso cui dirottare i fondi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(aggiornamento: marzo 2025)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quadro generale Le Autorit\u00e0 polacche hanno predisposto un articolato ed efficace sistema di agenzie ed enti, da un lato, e di incentivi e agevolazioni, dall\u2019altro, al fine di richiamare nel Paese un numero sempre maggiore di investitori esteri, contando anche sull\u2019interesse destato presso gli operatori economici stranieri dalle prospettive connesse agli ulteriori ingenti fondi UE [&hellip;]","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":524,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-530","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=530"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3578,"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/530\/revisions\/3578"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambvarsavia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}