Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

23 maggio 2021: Giornata della Legalità

Data:

23/05/2021


23 maggio 2021: Giornata della Legalità

Celebriamo quest’oggi la giornata della legalità, istituita nella ricorrenza dell’odioso attentato in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre degli uomini della loro scorta. Neanche due mesi dopo, il 19 luglio, l’attentato al giudice Paolo Borsellino. Anche in questo caso una bomba, che in un istante cancella la vita di sei persone: un’efferatezza assoluta che cristallizza in quel destino comune persone legate nella vita non solo dall’amicizia, ma anche da un identico profondo sentimento di servizio allo Stato e dedizione alle Istituzioni.

Era il 1992: sembra ieri per chi c’era e ancora rivive lo sconcerto, lo smarrimento, l’incertezza, l’incredulità per non aver capito fin dove potesse arrivare la violenza della mafia, e si chiede in quei tragici giorni come e se lo Stato saprà reagire.

Ma lo Stato c’è, e soprattutto ci sono le coscienze civili, che si risvegliano e che diventano l’humus perfetto per far germogliare le intuizioni del giudice Falcone per la lotta alla mafia e al crimine organizzato, fenomeni letti fino a quel momento soprattutto in chiave locale o al massimo nazionale.

La Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, comunemente conosciuta come Convenzione di Palermo dalla città in cui, in funzione giustamente simbolica, fu aperta alla firma, ha compiuto nel dicembre scorso 20 anni, e rappresenta il frutto di quei semi che il giudice Falcone aveva lanciato, e di cui non aveva potuto curare la crescita perché stroncato prematuramente. La pandemia ancora in atto non ha permesso di celebrare questa importante ricorrenza con la giusta enfasi, ma è giusto cogliere l’importante occasione odierna per ricordarne la considerevole portata.

La Convenzione di Palermo ha fornito una cornice giuridica comune e più ampia per tutti i Paesi aderenti per poter fronteggiare il crimine organizzato nell’unica maniera realmente efficace, ovvero con una visione transnazionale, con strumenti operativi adeguati, e con un identico riconoscimento dei principi cui ispirarsi. Indipendentemente dalle aree in cui le mafie sono nate o agiscono prevalentemente, va contrastata con la massima determinazione l’esigenza che hanno di riciclare in tutto il mondo gli ingentissimi proventi illeciti delle attività criminali, obiettivo che perseguono in tutti i modi, sia illegali – la corruzione, il movimento illecito di capitali – che legali, grazie al supporto, talvolta anche inconsapevole, di consulenti e professionisti.

In un Paese come la Polonia, caratterizzata da un alto tasso di crescita, da un’ottima cornice di sicurezza e da buone infrastrutture, è importante tenere un costante elevato livello di attenzione verso tutti quei segnali che possono lasciare intravedere comportamenti anche solo “borderline”. Il contatto con la mafia può essere vantaggioso per alcuni sotto il profilo economico, ma inquina l’ambiente, avvelena l’aria, uccide l’economia legale, perché la mera logica del guadagno inevitabilmente crea nel tempo le condizioni per disuguaglianze e sottosviluppo.

Gli strumenti più avanzati ci sono e ce li ha indicati la Convenzione di Palermo: tecniche investigative speciali, anche attraverso la sorveglianza elettronica, operazioni sotto-copertura e protezione dei testimoni, consegne controllate, analisi criminale, prevenzione, investigazioni svolte da squadre internazionali sono gli strumenti imprescindibili per realizzare quella cooperazione internazionale senza la quale non è possibile lottare efficacemente contro le organizzazioni criminali transnazionali.

I nostri Paesi sono molto vicini anche sotto questo aspetto e realizzano la cooperazione internazionale anche attraverso lo svolgimento di pattuglie congiunte, un più intenso programma di formazione comune e un ottimizzato scambio informativo grazie alla presenza di Esperti di polizia presso le rispettive Ambasciate.

Le sfide che ci riserva il futuro sono tante e complesse. Giovanni Falcone diceva che “gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”: a noi l’impegno di far sì che questo cammino sia inarrestabile, e ci porti lontano verso un traguardo di pace sociale, sicurezza e benessere incompatibili con ogni forma di illegalità.


560